Credere in se stessi: 2 “Tool” di Coaching a Prova di Fuffa per Migliorare i Tuoi Risultati

Credere in se stessi: hai mai pensato che fosse solo fuffa?

In questo articolo trovi 2 “tool” super efficaci per migliorare i tuoi risultati ed un chiarimento sulle bufale e le trovate di marketing sul “credere” in se stessi.

Al suo interno troverai anche il modello di NeuroCoaching integrato del Dr Roberto Castaldo che lavora su più livelli per elevare le performance e migliorare i risultati senza perdere tempo e motivazione.

Pronto? Buona lettura!

Davvero basta credere in se stessi per migliorare i risultati?

Quando si parla di “credere”, la prima cosa da fare è smetterla di “crederci” come insegnano alcuni pseudo-Coach che confondono il Coaching con una curiosa “pseudo-motivazione”.

Diversi pseudo-professionisti – che si dichiarano “coach” pur non avendo seguito un percorso certificato – insistono così tanto su “credi in te stesso” che i loro clienti quasi si convincono che i risultati arriveranno magicamente da soli fin quando, dopo aver perso tempo e soldi, si scontreranno con la realtà dopo essere caduti vittime di bufale e trovate di marketing.

Il fatto è che espressioni come riuscire nella vita, credere di credere, vincere se stessi, avere fiducia nella vita, valorizzare se stessi, avere rispetto di se stessi, essere fiduciosi sono espressioni che vanno benissimo dal punto di vista del Coachee che si rivolge al Coach: è compito del Coach allenare il Coachee a trasformare queste espressioni vaghe in obiettivi ben formati, precisi, misurabili con un piano d’azione da attuare nell’immediato.

Basta ricordare che ogni sessione di Coaching degna di questo nome si completa con un piano d’azione per liberarci di tutta la fuffa ed abbiamo appena cominciato a chiarire l’argomento.

Insomma: basta credere in se stessi per migliorare i risultati?

Assolutamente NO!

Questo non significa che non serva, perché capire come avere fiducia in se stessi aiuta a migliorare i risultati ed entusiasmo, ma c’è bisogno di altro!

Se un uomo crede in se stesso, ha soltanto cominciato: se credi di essere un grande giocatore di calcio ma ti mancano l’allenamento, la tecnica e l’ultima volta che hai giocato a calcio c’erano ancora le 1.000 lire, molto probabilmente la tua prossima partita non sarà esattamente un successo.

Anzi, se non fai attenzione, rischi anche di procurarti uno strappo muscolare o un infortunio perché hai gestito male le risorse a tua disposizione.

Chiarito questo punto, possiamo trattare l’argomento da un punto di vista più pratico e concreto.

Come credere in se stessi con 2 “Tool” strategici: autostima ed autoefficacia

A questo punto potresti chiederti: che cosa significa esattamente… e come credere in se stessi?

Spesso si usano espressioni come “sicurezza in se stessi”, “contare su se stessi” e “fiducia in se stessi” quasi come sinonimi.

Nel modello di NeuroCoaching integrato del Dr Roberto Castaldo, invece, ci sono 2 “tool” strategici che portano chiarezza e risultati.

Uno è l’autostima – la stima di te – l’altro è l’autoefficacia – la stima di ciò che sai fare – due elementi che, come lo Yin e lo Yang, si influenzano reciprocamente e vanno considerati insieme.

Quando hai un livello di autostima positivo, ti percepisci come più efficace; quando il tuo livello di autoefficacia è positivo, lo sarà in proporzione anche la tua autostima.

Se vuoi migliorare l’autostima devi lavorare sull’autoefficacia: se vuoi migliorare l’autoefficacia, devi lavorare sull’autostima.

Questo è solo l’inizio di un processo molto più complesso del semplice “ci devi credere” – sbandierato da tanti pseudo-Coach – per ottenere risultati: segui nel prossimo paragrafo per approfondire.

Da Autostima ed autoefficacia a risultati superiori: i 3 fattori del successo

Riesci a seguire il discorso? Ricapitoliamo.

Credere in se stessi non basta, ma è un fattore che aiuta a migliorare i tuoi risultati.

Il primo tassello da aggiungere è che autostima ed autoefficacia si influenzano reciprocamente.

Il secondo è far attenzione a questi 3 fattori: autonomia, energia e le competenze.

Quindi va bene credere in se stessi, a patto che lavoriamo su:

  • Autonomia: la capacità di scegliere le strategie decisionali più adatte ai risultati voluti
  • Energia: le strategie motivazionali e l’investimento energetico che metti in campo
  • Competenze: le strategie di apprendimento che usi per acquisire nuove capacità ed abilità

Come vedi, “credere in se stessi” ha sullo sfondo un lavoro integrato su più livelli che possono portare grandi trasformazioni nella tua vita.

E questa è solo la punta dell’iceberg.

Come hai letto all’inizio, ogni sessione di Coaching degna di questo nome si completa con un piano di azione.

E il piano di azione presuppone degli obiettivi da raggiungere, stabiliti secondo un determinato processo – come il G.R.O.W. ad esempio – e che sono un altro fattore fondamentale.

Così come non puoi separare autostima ed autoefficacia, non puoi scindere il credere in se stessi dagli obiettivi.

Credere in se stessi: il NeuroCoaching integrato e la soluzione scientifica per ottimizzare tempo e soldi

Facciamo il punto finale e tiriamo le somme.

Siamo partiti da “credere in se stessi” ed abbiamo visto come – all’interno di un modello scientifico di NeuroCoaching integrato – questo investa:

  • Autostima ed autoefficacia
  • Autonomia, energia e competenze
  • Obiettivi ben formati e piano d’azione

Guardando il modello, avrai sicuramente individuato un punto su cui lavorare che ha attirato di più la tua attenzione.

Che cosa puoi fare quindi? Per migliorare i tuoi risultati e lavorare proprio su quel punto specifico, puoi richiedere una sessione di Coaching e testare l’efficacia e la rapidità del modello di NeuroCoaching integrato ed ottimizzare i tuoi investimenti di tempo e soldi.

Dopo questo articolo non hai bisogno di crederci, ma sai che il Coaching funziona!

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