Come il Coaching migliora l’autostima di tuo figlio

Per crescere un figlio non basta essere un buon genitore; oggi come oggi è fondamentale essere un genitore-coach.

Mentre la vecchia figura genitoriale, infatti, era improntata sull’autorità, sull’elargire premi e punizioni, il genitore-coach ha un approccio diverso, che si basa sul coltivare le passioni e i talenti del bambino, appoggiandolo per permettergli di esprimere il suo pieno potenziale, così da farlo crescere in modo sano.

Il principale problema che impedisce questo approccio è che spesso i genitori tendono a dare delle regole che sono più funzionali a loro che ai bambini.

Ad esempio, una delle regole che spesso danno i genitori ai figli è: “Quando inizi a fare qualcosa ti devi impegnare a farla fino alla fine”.

Questa regola viene il più delle volte data quando il bambino chiede di potersi iscrivere ad un corso, magari per imparare a suonare uno strumento, oppure per praticare uno sport. Ma, a pensarci bene, la regola, così come viene data, non serve al bene del bambino ma solo a quello genitore. Il genitore, infatti, vuole che il figlio si impegni perché quel corso gli costa dei soldi, ha dovuto pagare delle attrezzature, investe il suo tempo per andare a prenderlo così come per riportarlo a casa, e non vuole che quel tempo e quel denaro vadano sprecati.

Ma per il bambino è normale iniziare un’attività e poi lasciarla e questo per un motivo semplice: lui non ha la più pallida idea di che cosa sia quell’attività. Forse l’avrà vista in tv, forse gliene avrà parlato un amichetto, ma lui non l’ha mai sperimentata… e allora come può sapere se gli piace davvero?

Allo stesso modo (ma qualche anno dopo), quando ormai è quasi adulto, gli viene chiesto di scegliere l’università. Gli si domanda che lavoro vorrebbe fare, quindi quale pensa che sia il miglior percorso di studi per farlo e a cui dunque iscriversi.

Ma se non ha esperienza in niente di tutto questo, non sa cosa vuol dire fare quel lavoro, non sa che vuol dire studiare quelle materie, come può sapere se quella è davvero la strada che fa per lui?
Così, spesso, mentre studia e si rende conto che più va avanti e più non gli piace ciò che fa, pensa che la cosa migliore sarebbe abbandonare… eppure qualcosa lo blocca: proprio quella regola accettata da bambino (quando inizi a fare qualcosa ti devi impegnare a farla fino alla fine) e che, il più delle volte, lo costringerà ad andare avanti e a condannarsi alla frustrazione.

Questo è solo uno degli errori più comuni che viene commesso dell’educazione di un bambino… è questo è più che normale: a nessuno è stato dato un libretto di istruzioni su come diventare un buon padre o una buona madre, così ognuno cerca di fare il proprio meglio.

Proprio per aiutarti a fare del tuo meglio, voglio condividere con te sette semplici strategie, che ti permetteranno di guidare tuo figlio (così come qualsiasi altro bambino) verso una completa realizzazione della propria autostima.

Sono regole molto semplici e fondamentali, che puoi applicare quotidianamente e che ti meraviglieranno del modo in cui faranno migliorare la percezione di sé del bambino.

Quindi, sei pronto?

Perfetto, allora procediamo!

  1. Dai al tuo bambino obiettivi realistici

Non deve essere il più bravo, non deve essere il migliore, deve semplicemente fare ciò che ama fare. Per evitare che si scoraggi, se l’obiettivo è impegnativo, lo si può aiutare suddividendolo in tappe, o in micro-obiettivi. Se, ad esempio, ha 4 in matematica, è irrealistico pretendere un 8 a breve termine. È invece più facile che riesca ad arrivare al 5; la volta successiva al 6, quella dopo ancora al 7 e così di nuovo all’8.

  1. Rinforza i suoi successi

Per rafforzare la memoria dei successi (quali che siano: anche un goal alla partita all’oratorio) può essere utile creare un “calendario dei successi”, sul quale annotarne uno ogni settimana perché sia immediatamente visibile.

  1. Criticalo, ma in modo costruttivo

Se rompe un piatto non bisogna aggredirlo immediatamente. Invece, è meglio prima complimentarsi per aver assolto al suo compito, e poi dirgli che “però sarebbe stato meglio se il piatto fosse stato ancora intero”. In generale, funziona molto bene la “regola del sandwich”: un complimento, una critica, un complimento (“Grazie per avermi aiutato, ma non hai ancora sistemato camera tua. Ah, dimenticavo: ancora bravo per l’8 in italiano”).

  1. Credi in lui

Basta una frase: “Ho fiducia in te, ce la farai”.

Sembra una banalità ma il fatto di sapere che qualcuno crede in lui, per il bambino è fondamentale, e lo aiuta ad aver fiducia nelle proprie capacità per affrontare senza paura anche situazioni nuove. Una fiducia che si può rafforzare anche affidandogli qualche responsabilità in casa (adeguata alla sua età).

  1. Sostienilo

Quando lo scoramento prende il sopravvento a causa di una caduta nella strada verso il traguardo, bisogna aiutare il bambino a rialzarsi. Facendogli capire che nella vita un fallimento può sempre capitare, ma che alla lunga gli sforzi vengono comunque ricompensati. E, in un secondo momento, capire in che cosa ha sbagliato, in modo da aiutarlo a trasformare il fallimento in un esperienza fondamentale per il successo.

  1. Fai il tifo per lui

Il rafforzamento positivo nei confronti del bambino si ottiene anche con piccole cose: “Simpatica la tua maglietta”, “Bella questa pettinatura”, “Il tuo zaino è molto più ordinato di una volta”.
Ma attenzione: bisogna evitare di fare l’errore di sovrastimare le sue capacità. Dirgli in continuazione “sei un genio” per esempio, rischia di essere controproducente. Perché, alla prova dei fatti, potrebbe accorgersi di non essere veramente a un livello molto più alto di compagni e amici. E cadere dall’alto di un piedistallo fa più male.

  1. Fagli coltivare i suoi talenti

La buona riuscita a scuola non sempre va di pari passo con le capacità di ciascuno: Einstein (giudicato uno studente mediocre dai suoi professori) ne è l’esempio. Quindi, per preparare un bambino alla vita, è bene fargli coltivare i suoi talenti e le sue passioni, senza pregiudizi: preferite che vostro figlio diventi un ottimo cuoco o un pessimo medico?

Spero che queste indicazioni ti siano utili. Anzi, mi piacerebbe davvero che tu condividessi con me i tuoi risultati, così come i tuoi dubbi o le tue perplessità.

Infine, se anche tu vuoi diventare un genitore-coach, vieni a dare un’occhiata qui!

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