Come superare una delusione d’amore: 4 passi per ripartire

Come superare una delusione d’amore: 4 passi per ripartire

Sei stato lasciato e stai soffrendo per la fine della tua storia d’amore? È perfettamente normale!

In ogni separazione, cioè in ogni frattura relazionale, c’è un dolore.

Questo dolore deriva dal trauma dell’abbandono, ed è naturale avvertirlo. In un certo modo, persino salutare. Serve a comprendere l’importanza del nostro passato, di ciò che ha fatto parte della nostra vita, di quanto ci siamo impegnati in una relazione ed anche di come siamo cambiati nel periodo in cui eravamo innamorati.

Allo stesso modo, è anche uno stimolo a voltare pagina, a dare un nuovo senso alla nostra vita e, facendo tesoro proprio dell’esperienza vissuta, ritornare ad innamorarci.

Sì, non è facile. Soprattutto quando la sofferenza è tale che ti sembra quasi non ci sia via d’uscita, quando vedi tutto nero, quando sei portato ad abbandonarti a questa situazione di malessere e non hai la forza di ripartire.

Continuando a leggere questo articolo scoprirai come superare la fine di un amore, come superare una separazione attraverso quattro passi che, nella loro semplicità, ti daranno benefici evidenti per ritrovare il tuo equilibrio e la tua serenità.

 

Smettere di stare male per amore.

Facile a dirsi, molto meno a farsi.

Quando si soffre per amore e soprattutto nei giorni immediatamente successivi alla fine di una storia, è difficile guardare avanti, acquisire la consapevolezza di ciò che è successo, razionalizzare l’accaduto e cercare di considerare concluso il percorso fatto insieme alla persona che ti stava accanto. Eppure, nonostante la naturale sofferenza, è necessario reagire.

Smettere di stare male per amore e ripartire per trovare una nuova dimensione che ci faccia stare bene.

Magari stai pensando che sono tutte belle parole e che poi la realtà è ben diversa. Leggendo le prossime righe, vedrai come superare la fine di un amore può essere più semplice di quanto credi.

Considera questo articolo come un prontuario che ha lo scopo di aumentare la tua consapevolezza su ciò che ti è successo e in cui troverai consigli che ti permetteranno di elaborare l’accaduto e guardare utilmente avanti.

I risultati non mancheranno e potrai finalmente lasciarti la separazione alle spalle e guardare al futuro con un rinnovato ottimismo.

Forza allora: spalle dritte e… cominciamo!

 

I 4 consigli su come superare una delusione d’amore.

È arrivato il momento di capire concretamente come riprendersi dalle delusioni d’amore.

In particolare vedremo cosa fare e cosa non fare per ripartire dopo la fine di una relazione.

Partiamo!

 

1) Chiedere spiegazioni all’ex partner: le vuoi davvero?

Spesso quando veniamo lasciati sentiamo il bisogno di avere delle spiegazioni; spiegazioni per capire che cosa è successo ad un certo punto del rapporto, quali sono le motivazioni che hanno portato il partner a voler interrompere la relazione.

Focalizza la tua attenzione su un punto: sei sicuro di volere delle spiegazioni proprio per questo motivo?

“Sei sicuro/a che vuoi davvero delle spiegazioni o stai cercando solo una scusa per mantenere un rapporto e un legame?”

Forse sarà capitato anche a te di stare vicino a qualcuno che stava soffrendo per una separazione, stargli accanto proprio nel momento in cui riceveva delle spiegazioni; se hai vissuto questo tipo di esperienza probabilmente avrai notato che le spiegazioni che riceveva raramente gli bastavano. Di solito lo portavano solo a chiederne di nuove.

Questa è una dimostrazione di come in realtà le spiegazioni non ci interessano davvero; sono solo una scusa per mantenere ancora un contatto, una parvenza di rapporto.

Con questo non voglio dirti di disinteressarti completamente alle spiegazioni, ma di non cercarle in modo ossessivo. Se ne senti il bisogno, chiedile; ma se l’altra persona non è disposta a risponderti, oppure ti appare poco chiara, limitati ad accettarle senza volerne ancora e ancora.

La ricerca compulsiva delle spiegazioni porta solo ad enormi litigi, perché il più delle volte, chi viene lasciato non le accetta. Magari l’ex dà una risposta parlando dei sentimenti che prova, di ciò che sta sentendo ma la persona lasciata risponde dicendo che non può essere vero, che le cose che sente non sono giuste. Insomma, gli piacerebbe imporre all’altra persona il modo in cui deve sentire e provare i sentimenti.

Una cosa del genere, vista con la lucidità di chi non è coinvolto, appare assurda, eppure è un comportamento molto consueto per chi sta affrontando una separazione.

 

2) Cercare un colpevole a tutti i costi

Quando finisce una relazione, la delusione e il dolore portano a voler cercare il colpevole di questa separazione.

In casi estremi, si finisce con il rinfacciare situazioni passate, si cerca di giustificare la scelta con le mancanze del partner e spesso la tendenza è quella a voler gettare la colpa sull’altro.

Ecco perché è importante capire questo aspetto: non c’è colpa.

È possibile che ci siano stati comportamenti sbagliati ed errori, ma quando una coppia si separa difficilmente la colpa è di una sola persona.

Nella maggior parte dei casi, cambiano le situazioni, cambiamo noi ed è spesso questo il motivo principale che porta due persone a decidere di non proseguire il proprio percorso insieme.

Due persone iniziano una relazione, durante la quale sono perfetti l’uno per l’altra (nel caso in cui la relazione sia cominciata fondandosi su basi solide e positive), ma noi esseri umani non siamo immutabili: ogni giorno facciamo tante esperienze, incontriamo persone, ci confrontiamo con nuove idee, nuovi modi di vedere le cose e tutto questo non ci lascia indifferenti. L’essenza dell’essere umano risiede nel cambiamento, nell’evolversi. Se ci fai caso tu per primo non sei la persona che eri dieci anni fa, o anche solo un anno fa. Quindi cosa succede? Due persone che in un dato momento sono perfette ecco che, nel corso del tempo, modificano parti del loro carattere, le loro aspettative, i loro desideri. In alcuni casi queste modifiche avvengono in modo simmetrico, in altri invece no.

Proprio per questo è inutile parlare di colpa e ti consigliamo di non credere a tutte le eventuali critiche. In un secondo momento, quando sarai in grado affrontare il tutto con distacco e lucidità, potrai prendere in considerazione ciò che ti è stato detto e capire quanto c’è di vero.

 

3) Evita di sentirti un fallito

La conclusione della relazione spesso fa percepire in chi la subisce che ogni aspetto della propria esistenza sia un fallimento.

È come la fine dell’intero percorso personale, un po’ come se una enorme scritta GAME OVER sia comparsa sulla propria esistenza.

Questo è forse uno degli errori più gravi in cui puoi cadere, perché significa accettare un’idea terrificante: tutta la propria vita, tutto ciò che si è fatto, ogni risultato, ogni sfida accettata sono completamente inutili. L’unica cosa che conta è il proprio ruolo di moglie o di marito, di fidanzata o di fidanzato. Insomma è come annullare gran parte della propria esistenza, per concentrarsi solo su un aspetto. E questo è uno degli atti autolesionisti più crudeli a cui ti puoi sottoporre, perché è come distruggere tutto ciò che hai costruito sino a quel momento e dire che non merita di esistere se non sei più all’interno della relazione.

Nel caso tu stessi vivendo proprio questa percezione, è importante iniziare a vederla da un’altra prospettiva: le cose cambiano, niente resta immutato, tu sei cambiato tante volte e questo è soltanto l’ennesimo cambiamento. La tua vita non è finita, tantomeno fallita, sta semplicemente cambiando. L’unica cosa davvero finita è il progetto di vita in due. Ma questo non vuol dire che il tuo progetto di vita in qualità di individuo si è concluso, anzi, ha solo attraversato un’altra tappa, l’ha conclusa ed ora si sta accingendo a passare a quella successiva.

 

4) Isolarti non è la soluzione

L’ultimo è forse l’errore più conosciuto ma, nonostante questo, è anche uno di quelli in cui è più facile finire.

La tristezza, il senso di abbandono e la sofferenza portano spesso ad un senso di apatia che conduce ad isolarsi. Non si vuole uscire di casa, si perde la voglia di avere a che fare con le altre persone e ci si riduce a fare solo ciò che siamo obbligati a fare, come ad esempio andare a lavoro.

Isolarsi equivale ad escludere la possibilità che qualcosa di diverso dall’idea della separazione possa entrare nella nostra mente; è come rinchiudersi in una prigione infestata solo dal fantasma della relazione conclusa. Insomma, isolarsi è un po’ come dire: “Io voglio stare al centro di questo dolore”.

A volte questa reazione è supportata da due presupposizioni errate:

  • “Quando si viene lasciati è opportuno stare da soli per un po’”. In questo caso non ci si riferisce ad escludersi dal mondo, ma semplicemente di evitare di immergersi a capofitto in una nuova relazione. Una delle cose fondamentali da fare è riappropriarsi della propria individualità, anche se la cosa all’inizio sembra far male. Possiamo, infatti, pensare di tornare a far parte di una coppia solo quando ci siamo ricostruiti in quanto individui.
  • “Ho bisogno di tempo per pensare”. Il fatto di avere tempo per pensare, però, non implica l’isolamento. Abbiamo un sacco di momenti durante la giornata in cui siamo soli e, specialmente dopo la separazione, questi aumentano. In più, si crede che riflettere da soli su un problema per un mese sia più produttivo che rifletterci – ad esempio – per tre ore. In realtà non è affatto così. Anzi, specialmente durante l’isolamento, passare un mese a pensare, vuol dire solo buttare del tempo e condannarsi al dolore. I nostri pensieri, infatti, vengono stimolati attraverso l’interazione sociale (quindi le uscite, le conversazioni con gli amici, gli aperitivi, ecc.), anche se durante queste interazioni non si fa assolutamente riferimento all’abbandono. Il nostro inconscio riflette su un problema anche quando la mente conscia non ne è consapevole.

Per farla breve: qualunque siano le riflessioni che vuoi fare, le farai comunque anche senza isolarti, anzi, arriverai più in fretta a ciò che cerchi se non ti precludi la vita sociale.

L’isolamento è anche una diretta conseguenza dell’apatia da cui si viene colti quando si vive un dolore emotivo molto forte. Questa apatia, specie nella fase iniziale, è estremamente positiva, perché fa prendere realmente consapevolezza del trauma che si sta vivendo (chi viene lasciato vive la cosa come un lutto). Ma, come abbiamo detto, è solo una fase; una fase breve.

 

Come superare una delusione d’amore: reagisci subito!

Quando si soffre per amore, la tendenza è quella di lasciarsi andare e di procrastinare le decisioni e le azioni che permettono di riprendere in mano la propria vita.

Indugiare troppo a lungo vuol dire solo farsi ulteriormente del male.

In questi casi, è opportuno agire subito. Comprendere quale direzione dare alla propria vita, capire cosa è davvero importante per se stessi e, di conseguenza, rimboccarsi le maniche.

Certo, a volte potrebbe essere difficile riuscirci da soli.

E per questo puoi affidarti ai nostri coach professionisti che ti aiuteranno a ritrovare l’equilibrio nella tua vita e a raggiungere gli obiettivi che davvero desideri.

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