Sei a corto di motivazione? Esegui l’upgrade!

Crearsi un forte motore per la motivazione è qualcosa che ognuno di noi dovrebbe fare più volte nell’arco della sua vita. Più, infatti, si viaggia per raggiungere quel luogo così tanto sognato e più arriva la stanchezza. Questo non significa che il viaggio non sia piacevole, ma che i piccoli problemi che si possono incontrare lungo la strada, le difficoltà che fanno rallentare possono rendere necessario un “upgrade della propria motivazione”.

In questo articolo voglio proporti un modo efficace e semplice per poter aggiornare tutte le volte che vuoi la tua motivazione.

Il primo passo, quindi, per creare questa “app mentale” è quello di focalizzarsi sul tuo intento più grande.

Se sei già pratico di PNL probabilmente saprai che “intento più grande” è una nominalizzazione; cioè, per i non addetti ai tecnicismi, si tratta di un insieme di parole che vogliono significare tutto e niente, che non hanno un corrispettivo oggettivo, al punto tale che persone diverse possono interpretare quelle stesse e identiche parole in modo differente.

Quello che intendo con “intento più grande” è il tuo più grande obbiettivo nel lungo periodo.

Ok, la definizione è un po’ più chiara ma ancora nebbiosa. Quindi specifichiamo ancora di più. Il tuo intento deve essere:

1)      Proiettato molti anni in là nel futuro

2)      Grandioso

3)      Realistico

4)      Appassionante

5)      Buono non solo per te ma anche per gli altri

Il tuo motore per la motivazione, infatti, non può essere una cosa da poco, ma deve essere qualcosa che ti fa vibrare, ti eccita, di fa sentire appassionato, davvero vivo, al posto giusto e al momento giusto. Il tuo motore per la motivazione deve essere la molla che ti fa svegliare al mattino, che ti fa fremere dal desiderio di percorrere ogni giorno almeno un passo verso la direzione che ti sei prefissato. Infine, deve essere così potente da trainare qualsiasi tua attività quotidiana.

Lo so, detto così non sembra affatto facile. Per questo voglio analizzare con te le cinque caratteristiche di sopra, così da guidarti passo dopo passo al tuo upgrade motivazionale.

  1. Proietta il tuo intento molti anni in là nel futuro

Ti chiedo di fare questo esperimento: chiedi a dieci persone diverse cosa vogliono. Resterai sorpreso nel notare che almeno sette di queste ti risponderanno iniziando più o meno così: “Allora… in primo luogo non voglio più…

Se accade questo è perché la frenesia di tutti i giorni (per non dire i piccoli problemi quotidiani) si frappongono molto spesso con ciò che desideriamo davvero. Ti faccio un esempio pratico: immagina un ragazzo che vuole laurearsi ma deve lavorare per mantenersi, gli viene offerto un lavoro per un anno pagato discretamente. Poiché è abituato ad avere la necessità di mantenersi gli studi la sua attenzione è proprio su quel punto, così, quando ha l’occasione di guadagnare di più, ecco che ci si getta a capofitto. Ma alla fine dell’anno cosa succede? Probabilmente avrà dato molti meno esami del previsto e in buona parte dei soldi guadagnati se ne andranno in tasse universitarie. Così, ecco che quella che sembrava essere una buona idea, analizzando i fatti, è stato un investimento a perdere dal punto di vista economico, del tempo e delle energie.

Quando, invece, ti proietti molto in là nel futuro, ecco che le necessità del presente svaniscono e puoi concentrarti su ciò che vuoi davvero.

Quindi, come rendere tutto questo pratico?

Quando definisci il tuo intento più grande, programmalo almeno dieci o venti anni nel futuro; immaginando, ovviamente, un futuro roseo, in cui hai ottenuto ciò che desideri davvero.

  1. Il tuo intento deve essere grandioso

Questo punto è semplice ma non hai idea di quante persone lo sottovalutino. Ci sono persone a questo mondo che sono abituate a pensare in grande, altre che – per svariate ragioni – temono nel fare una cosa del genere; spesso perché non si credono all’altezza, o perché l’ambiente che li circonda ha trasferito loro il concetto che “pensare in grande è da arroganti” o “pensare in grande è solo un modo per deludersi”.

Tempo fa qualcuno ha detto: “Punta alla Luna. Se non centrerai il bersaglio almeno finirai tra le stelle”.

Ed è una cosa che mi piacerebbe che tu tenessi bene a mente perché, in primo luogo, ti fa comprendere quanto il tuo intento deve essere così grandioso da farti emozione (se questo non accade, lascia stare, probabilmente non è quello che vuoi davvero); in secondo luogo perché se ti prefissi di raggiungere 100 e qualcosa andrà storto forse arriverai a 80, nel peggiore dei casi a 60… peggio del peggio a 50. Ma se ti prefiggi di raggiungere 50 l’unico modo per farcela è che tutto vada nel migliore dei modi, senza intoppi, senza difficoltà, senza problemi, senza mai alcun calo di performance. Il che è quantomeno improbabile.

  1. Il tuo intento deve essere realistico

È certamente bello sognare ma siamo tutti consapevoli che il sogno è un qualcosa che svanisce al mattino. Sappiamo tutti che il sogno esiste unicamente quando abbiamo gli occhi chiusi. Non è reale. E dicendo questo non voglio essere negativo, voglio semplicemente farti riflettere sul tipo di linguaggio che usi. Se pensi che il tuo intento più grande sia un sogno, almeno una parte di te saprà che non è realizzabile. Ma se cominci a pensare al tuo sogno come una realtà che aspetta solo il tempo e il tuo agire per realizzarsi, ecco che la tua motivazione sarà molto più potente e trainante.

Se questo ti dovesse risultare difficile, il mio consiglio è quello di prendere in considerazione se hai delle eventuali convinzioni limitanti circa questo tuo intento. In questo caso, informati: cerca tutto quello che è disponibile su persone che sono riuscite ad ottenere ciò che desideri anche tu. In questo modo potrai confermare come reale ciò che desideri, ma avrai a disposizioni anche una serie di esempi, da cui puoi imparare, anche solo per evitare gli errori commessi da loro.

  1. Il tuo intento deve essere appassionante

Nel corso della tua vita ti toccherà spesso di fare cose che non ami, proprio per questo il tuo intento deve essere la cosa che ti appassiona di più. Deve essere così emotivamente coinvolgente da darti la forza di fare anche le cose non particolarmente motivanti. Deve essere così coinvolgente da metterti nella condizione di pagare qualsiasi prezzo pur di raggiungerlo.

  1. Il tuo intento deve essere positivo anche per gli altri

Già Antony Robbins, nella sua teoria dei sette bisogni fondamentali, definiva l’aiutare gli altri come uno dei bisogni più potenti degli esseri umani. Il sapere che il tuo intento non è solo qualcosa che soddisfa il tuo ego, ma è in grado di risuonare positivamente anche all’interno del tuo ambiente circostante. A tale riguardo Robert Dilts parla di allineamento tra vision, mission, ambition. Per vision intende “come secondo te è giusto che dovrebbe andare il mondo”, per missionche cosa fai di concreto, nel tuo piccolo, per far andare il mondo in quella direzione”, l’ambition infine è “tutto ciò che soddisfa il tuo ego mentre porti avanti le altre due”. Dilts aggiunge anche che quando questi tre elementi sono perfettamente allineati si è in grado di sprigionare lo stesso carisma dei grandi leader.

Proprio per questo, il mio consiglio è quello di prenderti un’oretta di tempo per riflettere attentamente su questi cinque punti, così da mettere per iscritto il tuo intento più grande.

Una volta fatto questo rivedilo ogni giorno e poniti queste domanda:

  • In che modo ciò che faccio mi avvicina al mio intento più grande?
  • Che cosa posso fare oggi per avvicinarmi al meno di un passo al mio intento più grande?

Se ti rendi conto che ciò che fai non è utile a tutto questo, allora comincia a creare una strategia che ti consenta di allinearti di nuovo alla tua motivazione.

Sarò sincero, il processo che ti ho delineato fino ad ora è un esercizio estremamente potente. Non ti chiedo di fidarti di me, ma di mettermi in dubbio e, proprio per questo, sperimentare e farmi conoscere i tuoi risultati.

Infine, se ritieni che questo articolo possa essere utile per qualcuno che ti è caro condividilo, così che anche lui possa trovare nuovi spunti.

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