Impara anche tu ad entrare immediatamente in empatia con chiunque

Il primo passo per iniziare una sessione di coaching è instaurare una relazione profonda con il suo coachee creando empatia.

La Programmazione Neuro-Linguistica e l’Ipnosi basano ogni loro singola procedura su questo principio: l’empatia.

Ma prima di andare avanti, concentriamoci un attimo su questo termine, empatia: esso indica la capacità di provare gli stessi sentimenti di un altro individuo.

Tutti gli esseri umani sono dotati di questa capacità (tranne soggetti affetti da gravi psicopatologie), che è fondamentale non soltanto per ogni singola persona, ma per l’intera società. L’empatia, infatti, è ciò che rende possibile la socializzazione, la condivisione di pensieri e di emozioni, e rende possibile l’insorgere di quel sentimento che ci spinge a prenderci cura di un’altra persona.

Per fare questo in PNL si usa il Rispecchiamento (mirroring): si tratta dell’assumere una postura uguale e speculare a quella del nostro interlocutore.

Quando facciamo questo accadono due cose molto interessanti:

  • La persona che abbiamo di fronte ci percepisce simile a lui, e questo perché la sua mente subconscia legge il nostro “assumere la sua stessa posizione” come un indice di similarità. Insomma, è un po’ come se pensasse: “Questa persona si muove come me, quindi è simile a me, di conseguenza posso fidarmi di lui”.
  • Chi usa il rispecchiamento riesce ad accedere in parte agli stessi stati emotivi dell’interlocutore. E questo perché ad ogni determinata posizione equivale un preciso assetto mentale. Questo ci mette nella posizione di comprendere molto più profondamente la persona che abbiamo di fronte.

Proprio in relazione al secondo punto, Robert Levenson, psicologo della California University di Berkeley, ha dimostrato proprio come l’empatia abbia una base fisiologica. Per fare questo ha condotto una serie di studi su coppie, alle quali chiedeva di indovinare cosa provasse il rispettivo partner durante un’accesa discussione. Il massimo dell’empatia è stato riscontrato tra i coniugi che, mentre osservavano il partner, ne assumevano la stessa fisiologia.

Insomma: l’empatia è possibile quando il corpo degli interlocutori è in sincronia.

Attenzione però, uno degli errori che ho maggiormente potuto riscontrare tra gli studenti di coaching e di PNL è credere che rispecchiare significhi scimmiottare: non è affatto così!

Per evitare questo sono due le attenzioni che devi avere, una che riguarda l’atteggiamento e una che riguarda la tecnica.

  • Atteggiamento: l’idea che devi avere bene in mente mentre esegui il rispecchiamento è che questo è un mezzo per entrare in sintonia con l’altro, per comprenderlo, per avvicinarsi il più possibile al suo universo emotivo. Se, invece, l’atteggiamento è quello di chi pensa “Ora ti rispecchio e così fai quello che voglio io” l’effetto sarà esattamente l’opposto, e la persona che hai davanti invece che vederti come simile, si limiterà a percepire un forte senso di fastidio.
  • Tecnica: non andare di fretta! Se il tuo interlocutore accavalla le gambe, non farlo immediatamente, lascia passare qualche secondo. E soprattutto, non avere l’ansia di seguirlo. Sii fluido, calmo, fai in modo che il movimento che stai andando a rispecchiare sia in primo luogo piacevole per te.

Ovviamente questa non è l’unica tecnica per creare empatia, ma è di certo la più semplice, quella che già adesso puoi sperimentare per implementare le tue abilità di coach.

Ma, anche nel caso tu non fossi un coach, puoi provare ad usare questo strumento nella vita di tutti i giorni e notare come cambiano le tue relazioni e come i tuoi rapporti personali cominciano a farsi sempre più profondi.

Ma non è tutto, nel prossimo articolo ti parlerò di come rendere ancora più profonda l’empatia. Ma se non puoi aspettare clicca qui per approfondire nel modo più dettagliato possibile le tecniche per creare empatia.

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