Come superare i propri limiti mentali

Hai mai pensato a come ognuno di noi è all’interno di limiti ben precisi?

Non parlo di limiti geografici o spaziali, ma proprio di limiti mentali.

E ti piacerebbe riuscire ad espandere i tuoi limiti, per ottenere una maggiore libertà di fare davvero ciò che vuoi?

Perfetto, perché è proprio quello che voglio aiutarti a fare con questo articolo!

Partiamo subito da una semplice premessa: nessuna persona si muove davvero nel mondo reale.

Il mondo, infatti, è composto da una serie enorme di particolari e di informazioni che nessun essere umano può gestire contemporaneamente. Proprio per questo opera una selezione di particolari, che vanno a definire l’idea di normalità.

Di conseguenza, il personale concetto di normalità che ognuno ha, è il risultato della selezione di informazioni che vengono prese in considerazione come chiave di lettura del tutto. Tale selezione di particolari non è volontaria, ma è strettamente connessa con le esperienze che facciamo, l’ambiente in cui viviamo e i gruppi sociali di riferimento.

Ti faccio subito un esempio.

L’idea di cominciare un’impresa sarà più o meno possibile se appartieni ad una famiglia di imprenditori o di operai? Nel primo caso, tutto ciò che ti circonda ti dimostra che non esiste nulla di più facile. Non solo perché sai perfettamente quali sono i passi da seguire per mettere in piedi un’azienda, ma anche perché probabilmente sono cose che accadono nel quotidiano e fanno parte della routine.

All’inverso, per un figlio di operai ci saranno maggiori possibilità di vedere la cosa come impossibile e questo perché, oltre a non possedere le informazioni per avviare un’impresa, vive in un ambiente dove questa idea probabilmente sembra impossibile da realizzare.

La normalità, quindi, non è la realtà ma il modo in cui ognuno di noi si approccia alla realtà. All’interno dell’idea di normalità si trovano credenze, convinzioni, conoscenze, atteggiamenti, regole morali. Tutto ciò non è reale ma è il semplice frutto di una costruzione mentale.

La normalità è esattamente una semplificazione del mondo, una sorta di breviario che ci dice cos’è possibile fare e cosa invece è impossibile.

Proprio per questo accade che questa idea diventa il primo motivo per cui è impossibile ottenere ciò che vogliamo.

Ad esempio, potresti desiderare di lasciare ciò che stai facendo per cominciare una nuova vita a Londra, ma il solo pensarci ti fa dire: “Vabbè, questo non è normale“.

E’ ovvio che qualsiasi desiderio, quindi, nel momento in cui si trova al di fuori dall’idea di normalità è destinato a non realizzarsi.

In questo articolo voglio proporti una serie di esercizi che ti aiuteranno proprio ad espandere la tua idea di normalità, per portarti ad andare oltre i tuoi limiti e permetterti di vivere con un maggiore livello di libertà.

Iniziamo subito!

Esercizio 1

Dedica 15 minuti per segnare tutto quello che per te è normale. Nei prossimi giorni se ti viene qualcos’altro in mente, aggiungilo. In questo modo riesci a sviluppare una visione di massima della tua normalità. Analizza con attenzione ogni elemento e nota quale va in dissonanza con le esperienze che senti di voler davvero avere. Insomma, quelle che ti fanno sentire al posto giusto e al momento giusto. Infine, nota quali elementi, invece, rendono impossibile vivere proprio queste esperienze di flusso. Segnali, in modo da poterci lavorare tra poco.

Esercizio 2

Per espandere la normalità, quello che devi fare è prendere in considerazione gli elementi dissonanti e approfondirli, ampliarli, sino al punto in cui ciò su cui stai portando l’attenzione assume un significato completamente nuovo. Per fare questo, poniti le seguenti domande per ogni elemento dissonante:

  • Questo elemento è sempre vero?
  • E’ mai accaduto che si sia rilevato inesatto?
  • E’ vero per tutti o è vero solo per me? E perché?
  • Come fai ad essere sicuro che sia vero?
  • Che cosa deve essere presente per rendere tutto questo diverso?
  • Che cosa, invece, non deve essere presente per rendere tutto questo diverso?

Devi sapere che la normalità è composta da convinzioni. Le convinzioni non sono giuste o sbagliate, ma possono essere utili o inutili rispetto a ciò che vogliamo. Una convinzione è utile quando ti apre la possibilità di fare cose nuove, di metterti in gioco, di esplorare per andare oltre i precedenti limiti. Una convinzione, invece, è inutile quando ti porta a rimare sempre allo stesso punto.

Le convinzioni si formano per esperienza diretta, per osservazione dell’esperienza altrui e per sentito dire; e si basano non tanto sull’evento in sé quanto sul significato che si è associato a quell’evento.

In più, ogni esperienza è per sua natura incompleta, proprio perché nel viverla si selezionano solo alcuni pezzi, in base a cui si leggono tutti gli altri.

Quindi, interpretiamo un evento in base alle nostre conoscenze pregresse, e in base ad una selezione di informazioni presenti nell’evento stesso.

Esercizio 3

Rispondi a queste domande per ogni convinzione inutile:

  • Che informazioni mi mancano per comprendere meglio questa convinzione?
  • Con queste informazioni in più, in che modo cambia la mia percezione della convinzione?
  • Se gli eventi che mi hanno spinto a credere in questa convinzione, si fossero presentati in modo diverso, in che modo sarebbe cambiata la mia percezione?

Infine, crea scenari alternativi degli eventi che hanno dato forma alla convinzione.

Come abbiamo detto, la normalità di ognuno è direttamente influenzata dall’idea di normalità presente nei nostri gruppi di riferimento. All’interno di questa normalità sociale, ogni singolo tende ad adeguarsi. Il non farlo, “pensare in modo differente“, crea delle reazioni di tensione. Se l’individuo riesce ad affrontare questa tensione, ciò che accade è il riuscire a sviluppare una convinzione, all’interno della propria normalità, diversa dalla normalità sociale; nel caso contrario tenderà a conformarsi.

Esercizio 4

Per riuscire ad eliminare gli influssi della normalità sociale, è importante prendere in considerazione le persone che ci hanno trasferito le convinzioni. Queste persone il più delle volte sono familiari, educatori e amici. Rispondi alle seguenti domande, prendendo in considerazione una convinzione inutile e la persona che te l’ha trasferita:

  • Perché ti ha trasferito questa convinzione?
  • Se avesse fatto altre esperienze ti avrebbe trasferito la stessa convinzione?
  • Questa convinzione lo porta ad avere esperienze che lo fanno sentire al posto giusto e al momento giusto?
  • Nel caso la risposta all’ultima domanda sia sì: in che modo questa convinzione può far sentire anche te al posto giusto e al momento giusto?
  • Nel caso la risposta sia no: di che convinzione avrebbe avuto bisogno per sentirsi al posto giusto e al momento giusto?
  • Se questa persona potesse rispondere a queste domande, prima di trasmetterti questa convinzione, te la trasmetterebbe lo stesso?
  • E quale convinzione ti trasmetterebbe al suo posto?

 Il processo di auto-analisi che ti ho segnato ti permette di ottenere enormi cambiamenti, di rendere possibile ciò che prima credevi impossibile. In più ti aiuta a guardare il mondo da una prospettiva più ampia, lasciando che nuove informazioni possano giungere a te: informazioni che ti mettono a contatto con una realtà che è pronta a dirti che puoi ottenere ciò che desideri.

Vuoi approfondire questa nuova consapevolezza e iniziare da oggi un percorso che ti permette di guidare te stesso e gli altri? Allora clicca qui e comincia adesso il tuo cambiamento!

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