Come gestire al meglio il setting di una sessione di coaching

Il setting è fondamentale in una sessione di coaching.

Se non ti prendi cura di questo aspetto, rischi che il tuo coachee non comprenda neppure la differenza tra una sessione di coaching e una piacevole chiacchierata.

Ho scritto questo articolo proprio perché ritengo che qualsiasi coach debba creare da subito un setting ideale per le proprie sessioni di coaching.

Vediamo subito cosa si intende per setting e su quali aspetti porre l’attenzione nella fase iniziale di un percorso di coaching.

Che cos’è il setting nel coaching e “dove” incontrare il tuo coachee

Quando parlo di setting, mi riferisco ad un concetto mutuato dalla psicoterapia: con esso si intende il contesto nel quale ha luogo la relazione di coaching e può essere costituito tanto da elementi astratti (il modello teorico di riferimento, la personalità del coach), quanto da elementi fisici (la stanza in cui avviene l’incontro, l’arredamento, l’abbigliamento del coach).

Il setting, quindi, rappresenta il contenitore mentale, materiale e relazionale e ha lo scopo di rendere quanto più funzionale possibile la relazione tra coach e coachee.

L’ideale è che il coach riceva il suo cliente nel proprio studio, adibito proprio a questo scopo.

Potrebbe sembrare una cosa scontata, ma non lo è affatto.

Mi è capitato di incontrare coach che, in assenza di un proprio studio in cui ricevere i clienti, gestiscono le sessioni al bar, sorseggiando un caffè o un aperitivo.

In questo caso dovrebbe anche essere superfluo dirlo: se sei un coachee scappa a gambe levate, così come scapperesti da un medico o da un avvocato che, non avendo un ufficio, ti offre la sua consulenza al bar.

Se, invece, sei un coach sappi che l’immagine che stai dando di te è lontana anni luce da qualsiasi professionalità. E questo risulta dannoso non solo per te, ma anche per il coachee, che difficilmente riuscirà ad esprimere il suo pieno potenziale in un contesto del genere.

L’ambiente ideale per il setting di una sessione di coaching

Nell’ambito del setting rientra quindi anche lo spazio nel quale avviene la sessione di coaching. Vediamo quali sono le caratteristiche che deve avere:

  • deve essere accogliente, il luogo in questione deve essere in grado di mettere a proprio agio il coachee tanto mentalmente quanto fisicamente;
  • deve essere immune a qualsiasi interferenza, privo di qualsiasi rumore, compreso quello di campanelli o telefoni (tanto del coach, quanto del coachee);
  • deve garantire il massimo della privacy e della riservatezza.

Una volta rispettati questi punti, il coach può lasciare libero spazio alla propria creatività.

Ad esempio conosco un coach che ha arredato il suo studio con vari quadri astratti dai colori riposanti.

Allo stesso modo, conosco chi ha lasciato il proprio studio estremamente scarno, limitandosi ad arredarlo con un paio di poltrone e un tavolino tra le due.

Il setting della relazione di coaching

Una volta che ti sei preso cura dell’aspetto fisico ed ambientale, sarà fondamentale strutturare il setting della relazione di coaching.

Da questo elemento dipenderanno i futuri incontri con il coachee e la relazione che si andrà ad instaurare con lui.

Ecco perché è di massima importanza la gestione del primo incontro: è proprio in questa fase che si genera l’imprinting relazionale capace di influenzare (positivamente o negativamente) il processo complessivo.

L’obiettivo del primo incontro, infatti, non è semplicemente quello di raccogliere informazioni sul coachee per mettere a fuoco come sviluppare le sessioni: deve anche gettare i presupposti affinché la relazione sia il quanto più potenziante ed efficace possibile.

Nella gestione di questa dinamica è il coach che deve intervenire attivamente.

Personalmente ritengo che sia fondamentale spiegare quali siano le regole che stanno alla base di una relazione di coaching nel modo più chiaro possibile, facendo comprendere al coachee che senza l’accettazione e il rispetto delle stesse, l’intero lavoro sarà completamente inutile.

Il contratto tra coach e coachee

Personalmente utilizzo un contratto di coaching che, a seconda dei casi, espongo oralmente o faccio sottoscrivere al coachee stesso; con quest’ultima azione vado a rendere il quanto più ufficiale possibile il rispetto del nostro rapporto.

Nell’ambito di qualsiasi professione di aiuto, infatti, l’alleanza incide per il 25% sul raggiungimento del risultato finale.

Ed è proprio l’alleanza ciò che il coach deve creare nel primo incontro, ricordando che dovrà averne cura per l’intera durata dell’intervento.

Un’alleanza nella quale il coach deve fare del suo meglio per far giungere il coachee alle proprie soluzioni e allo stilare un piano d’azione. Piano d’azione che, invece, il coachee deve impegnarsi ad eseguire.

Il setting nel coaching: facciamo il punto della situazione

Quindi, per riassumere ciò che abbiamo detto sino a questo momento:

  • fai in modo che il luogo nel quale accogli il coachee sia comodo, senza rumori fastidiosi e immune dalle interruzioni
  • comunica la tua professionalità in maniera chiara e diretta al tuo coachee
  • spiega dettagliatamente le regole alla base di una relazione di coaching
  • aspetta che il coachee accetti esplicitamente le regole alla base della relazione
  • inizia a coltivare subito l’alleanza col tuo coachee in modo da massimizzare i risultati

Rispetta tutti questi punti e avrai iniziato il tuo intervento col piede giusto!

Come hai potuto notare, il giusto setting rappresenta uno dei fondamenti su cui costruire le tue sessioni di coaching efficaci ed una relazione costruttiva col tuo coachee.

Eppure è soltanto la punta dell’iceberg di un percorso di coaching che prevede un approccio integrato di diverse metodologie ed aspetti che vanno ben oltre il setting stesso.

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Ad maiora

Dr Roberto Castaldo

UNI EN ISO 9001:2015
- Progettazione ed erogazione di corsi di coaching e diffusione cultura e concetti di coaching
- Progettazione ed erogazione  di corsi di coaching individuale e di gruppo per lo sviluppo delle competenze comportamentiali e per il miglioramento delle performance di business

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