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La mini-guida del coaching per creare un perfetto piano di azione

Alla fine di una sessione di coaching bisogna arrivare ad un risultato ben preciso: la creazione di un insieme di punti di azione che creano un progresso tangibile verso il traguardo prestabilito.
Se non si è creato un piano d’azione, non si sta facendo una sessione di coaching. Cosa si sta facendo allora?
Sarò onesto: non ne ho la più pallida idea! Quando, infatti, si convertono le varie opzioni in una precisa sequenza di punti di azione, le possibilità hanno a disposizione una vera e propria mappa per concludersi in qualcosa di reale, tangibile e che, soprattutto, crea un risultato.

Per aiutare il coachee a fare questo, è importante concentrarsi su tre verbi fondamentali.

  • Posso: grazie a questo verbo puoi creare delle domande che aiutano il coachee ad esaminare le sue possibilità. Come ad esempio: “Che altro potresti fare?
  • Voglio: con questo verbo invece è possibile chiedere al coachee di focalizzarsi e impegnarsi in una opzione ben precisa. Ad esempio: “Quale tra le opzioni che hai esaminato vuoi scegliere?”
  • Farò: Con questo verbo, infine, è possibile richiedere al coachee di impegnarsi in uno specifico passo. Ecco ancora un esempio: “Mi dici esattamente cosa farai ed entro quando?

Posso” lascia esaminare il coachee prima di impegnarsi. Chiedendo una decisione all’inizio, con il “Voglio” ottieni il permesso di guidarlo a compiere un’azione concreta. “Farò” porta all’impegno. Usare tutti e 3 verbi assicura un alto coinvolgimento.

Come esempio, ecco una ipotetica sequenza di domande:

  • Cosa potresti fare? [Opzioni]
  • Quali di queste opzioni vuoi perseguire?
  • È un passo che vuoi fare?
  • Rendilo un punto d’azione: cosa farai esattamente?
  • Entro quando lo farai?
  • Cosa ti impegnerai a fare nelle prossime due settimane per continuare ad andare avanti?
  • Qual è il tuo prossimo passo?

Ricorda di fare sempre molta attenzione: i punti d’azione che non vengono eseguiti possono diventare molto dannosi, portano via fiducia ed energia, e rendono meno possibile che i futuri punti abbiano successo. Come coach, vuoi incoraggiare le persone a creare dei punti d’azione realizzabili. Se avverti che sia necessaria una sicurezza maggiore per fare un determinato passo, prova una di queste domande:

  • Ci sono degli ostacoli per realizzare questa cosa e che dobbiamo affrontare?
  • Con chi altro hai bisogno di confrontarti o di lavorare per far succedere questo?
  • Su una scala da 1 a 10, quanto sei fiducioso di completare questo passo entro la scadenza?
  • Cosa ci vorrebbe per alzare quel ‘ sette’ ad un ‘otto’ o ad un ‘ nove’?
  • Come potresti cambiare l’azione o la scadenza per renderle più realistiche?
  • Come potresti aumentare le tue possibilità di successo nel completare questo?
  • Hai bisogno di responsabilità al riguardo?

È possibile che durante la sessione il coachee utilizzi un linguaggio equivoco. Un linguaggio equivoco è un indizio che il cliente non si è pienamente impegnato in una linea di azione. Quindi usa queste domande per andare oltre, maggiormente in profondità, in modo sempre più specifico:

  • Sei pronto a impegnarti a compiere questo passo?
  • Hai menzionato che potresti fare quel passo. C’è qualcosa che ti trattiene?
  • Stai dicendo che dovresti farlo. Cosa lo renderebbe qualcosa che faresti perché lo vuoi veramente fare?
  • C’è niente che dobbiamo cambiare o discutere su questo passaggio che ti aiuterebbe a fare una scelta decisiva al riguardo?

Ma esiste un modo in cui possiamo essere certi che il piano di azione verrà poi davvero messo in atto dal coachee?

Ovviamente non ci sono certezze in questo ambito, per quanto è possibile utilizzare un piccolo test di verifica per controllare proprio il piano di azione. I piani di azione efficaci hanno queste quattro caratteristiche:

  • Chiarezza: so esattamente cosa fare
  • Calendario: l’azione può essere fissata ad un tempo preciso
  • Impegno: so che farò questo
  • Scadenza: ho stabilito una data certa per la conclusione

Linee Guida Per Un Resoconto Dei Progressi

Molti coach richiedono un resoconto dei progressi (scritto o orale) all’inizio di ogni nuova sessione per stabilire una forma di responsabilità per i passi precedenti. Ecco, quindi, quattro linee guida per un efficace resoconto orale dei progressi.

  1. Fallo come prima cosa durante l’appuntamento, così da non finire il tempo e ometterlo.
  2. Usa la lista di azione del coachee, non la tua.
  3. Chiedi al cliente di toccare punti d’azione. Successivamente torna su quelli che hanno bisogno di maggiore discussione.
  4. Sii breve: usa tra i 3 e i 5 minuti, così da non usare l’intera sessione solo per questo.

Domande per il resoconto dei progressi:

  • Ti va di darmi un breve resoconto sul tuo piano di azione?
  • Mi dai un veloce aggiornamento su cosa hai compiuto dall’ultima volta che ci siamo visti?

Insomma, queste sono le indicazioni indispensabili per creare un perfetto piano d’azione. Questo risulterà estremamente efficace nel momento in cui viene integrato con gli altri elementi del modello G.R.O.W..

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