Il coaching e l’importanza di fare domande

Le domande hanno il potere di cambiare la vita.

Detto in questo modo forse potrebbe sembrare un po’ troppo estremo, ma se andiamo a vedere la faccenda nei dettagli ci renderemo conto che è esattamente così. Infatti le domande possono avviare la creatività, cambiare la prospettiva, spingerci a pensare bene alle cose, così come portarci in azione. Le domande hanno un enorme potere esplorativo: ci spingono a fare luce in quegli angoli che di solito restano nell’ombra.

Certo, ogni giorno ci facciamo delle domande, ma questo non vuol dire che siano davvero utili.

Pensa ad una bella donna che, ogni mattina di fronte allo specchio, si chiede: “Cosa c’è che non va in me?

Magari è una modella, oppure un’attrice che attira su di sé ammirazione e desiderio, eppure quella domanda ha su di lei l’effetto di buttarla giù. È una domanda infima, perché la porta a concentrarsi su “ciò che non va”, e la concentrazione è così potente che, anche se fosse perfetta, troverebbe in ogni caso qualcosa.

Porsi delle domande utili, infatti, non è semplice… ma per fortuna si può imparare.

Ma qual è il beneficio che porta usare le domande?

In realtà non c’è un solo beneficio, ma ben cinque.

  1. Ognuno di noi ha le risposte di cui abbiamo bisogno

Nel coaching si dice che tutte le informazioni sono nel coachee. Infatti nessuno ti conosce meglio di te stesso. Proprio per questo se, ad esempio, hai deciso di iniziare a migliorare la relazione con un’altra persona (potrebbe tanto essere il partner, così come un collega di lavoro) puoi richiamare alla memoria anni di ricordi con quella persona, elencare cosa ti piace del vostro rapporto, così come solo di quella persona, notare cosa ha funzionato sino a questo momento, quali sono le cose che potrebbero funzionare meglio, e in che modo. Quando, infatti, si fa una sessione di coaching, il coach non ha nessuna di queste informazioni, il coachee ne sa sempre molto di più.

  1. Chiedere crea accettazione

Il coaching parte dall’assunto che la chiave per il cambiamento non è tanto conoscere cosa fare, quanto l’essere motivati a farlo. Le ricerche dimostrano (e l’esperienza di tanti professionisti in questo settore lo confermano) che le persone sono più motivate a mettere in pratica le proprie idee e le proprie soluzioni. Quella che potrebbe essere una soluzione non ottimale, risulta molto più efficace di una perfetta ma offerta da una terza persona e questo per un motivo molto semplice: la prima ha molte più possibilità di essere messa in atto. E l’efficacia di una soluzione dipende proprio da questo: dalla sua capacità di convertirsi in azione. Chiedere, appunto, crea accettazione, e l’accettazione porta ai risultati.

  1. Chiedere dà potere

C’è una cosa estremamente interessante che ho appreso lungo la mia carriera di coach: le persone che chiedono aiuto per prendere una decisione importate, nella stragrande maggioranza dei casi, già sanno esattamente cosa fare. Ciò di cui hanno bisogno è la fiducia in se stessi per farlo. E questo non è un elemento da poco, anzi, risulta fondamentale in qualsiasi processo di cambiamento. Quando chiedi l’opinione delle persone e le prendi sul serio in considerazione, stai comunicando un messaggio importante: “Hai delle belle idee. Io credo in te. Puoi farlo”. Solo domandare dà il potere alle persone di fare le cose che non sono ancora consapevoli di poter fare.

  1. Chiedere sviluppa capacità di leadership

Quando parlo di leadership, faccio riferimento all’abilità di prendersi la responsabilità di sé. Un leader, infatti, è qualcuno che vede un problema e dice: “Qualcuno deve fare qualcosa a riguardo… e quel qualcuno sarò io!”. Proprio per questo, basta chiedere “Cosa puoi fare tu a tale riguardo?” spinge le persone lontano dal dipendere da te per le risposte, iniziando così a prendere il comando della situazione. Insomma, chiedere allena il muscolo della responsabilità, da lì la strada per sviluppare la leadership è tutta in discesa.

  1. Chiedere crea autenticità

Diciamoci la verità, tutti vogliamo essere conosciuti e amati. Non c’è dono più grande di una relazione con qualcuno in grado di vedere chi sei davvero, accettandolo. L’arte di chiedere crea un vero e proprio legame tra noi e i coachee, e questo perché chiedendo non facciamo altro che rispettarli. Trovare il tempo per fare delle domande significative (e, ovviamente, per ascoltare le risposte) comunica a chi abbiamo di fronte che abbiamo davvero voglia di conoscerlo ad un livello profondo. Questo approccio del chiedere è il modo più rapido per costruire fiducia e trasparenza tra le persone. In più, quando parliamo di cose a cui i nostri interlocutori tengono davvero, ecco che iniziano a fare dei cambiamenti in grado di trasformali in profondità.

Alla luce di questo, vorrei concludere il post offrendoti uno spunto di riflessione che ti sarà estremamente utile man mano che vai avanti con la lettura.

Pensa alle domande che ti poni ogni giorno, così come quelle che poni alle persone con cui ti relazioni:

  • Su cosa portano l’attenzione?
  • In che modo ti potenziano?
  • In che modo, invece, ti limitano?
  • Alla luce di questo, in che modo le puoi rendere più potenzianti?

Infine, se vuoi apprendere nei dettagli l’arte del coaching, vieni a dare un’occhiata qui!

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